Praga: uomo uccide 9 persone

A Praga i frequentatori di un locale, il cui nome in italiano è ironicamente traducibile con il vocabolo “amicizia”, stavano tranquillamente consumando il loro pasto, chiacchierando con gli amici o semplicemente concedendosi un attimo di riposo dopo le fatiche della giornata. Nessuno di loro poteva immaginare mai che la scelta di varcare la soglia di quel centro di ristorazione avrebbe potuto di lì a poco cambiargli completamente la vita. Qui infatti si è introdotto improvvisamente un uomo armato che, senza alcun motivo apparente, ha iniziato a sparare all’impazzata sui clienti e sullo staff del locale. Secondo alcune voci, l’individuo aveva in qualche modo avvisato di essere intenzionato a compiere un gesto folle. Il killer infatti avrebbe chiamato alla redazione di un’emittente televisiva locale per comunicare di essere sul punto di portare a termine un gesto inconsulto, un’azione che avrebbe potuto segnare la storia degli abitanti della città. Tra le motivazioni di questa scelta avrebbe avuto un certo peso la percezione di sé che nel tempo l’uomo si era costruito; questi infatti era convinto di essere oggetto di atti di bullismo da parte di non meglio precisati aggressori e di essere stato abbandonato nella più totale solitudine dallo Stato e dalle istituzioni. Ammesso anche che quanto affermato dall’assassino possa corrispondere a verità, ci si chiede cosa egli pensava di poter risolvere sparando all’impazzata su incolpevoli cittadini. L’uomo avrebbe ucciso 9 persone, poi sarebbe morto. Non è stato ancora possibile accertare se l’assassino abbia alla fine deciso di suicidarsi o se sia stato raggiunto dai proiettili sparati dagli agenti di Polizia intervenuti sul luogo del misfatto. In ogni caso, voci ancora da verificare, sosterrebbero che l’uomo responsabile della strage fosse affetto da gravi patologie psichiche e quindi non perfettamente in grado di comprendere le conseguenze dei suoi gesti. Ci si chiede allora per quale motivo le persone a lui più vicine non abbiano provveduto a sorvegliarlo e curarlo.

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